Origine delle merci

Origine delle merci: certificato e dichiarazione in dogana

Negli scambi internazionali il concetto di origine delle merci in dogana è un punto particolarmente di rilievo, soprattutto ai fini della tassazione. L’origine della merce e il rispetto della normativa del processo di fabbricazione sono importanti anche per la tutela e la difesa dei prodotti tipici, locali e nazionali.

Origine delle merci ai fini doganali

Il regolamento UE  n.952/2013 (Codice Doganale dell’Unione), il Regolamento delegato UE n.2446/2015 (RD), il Regolamento delegato transitorio UE n.341/2016 (RDT), il Regolamento di esecuzione UE n.2447/2015 (RE), sono le norme vincolanti in materia di origine delle merci ai fini doganali.

Attraverso questi regolamenti le Autorità doganali possono attribuire la corretta origine ad una specifica merce. L’origine della merce riguarda il luogo in cui un prodotto è stato fabbricato, ovvero il “made in”, per poter stabilire il trattamento daziario di favore al momento dell’esportazione.

Origine non preferenziale

Questa definizione corrisponde a quello che comunemente viene definito il “made in”, ovvero poter definire l’origine e la provenienza della merce; tuttavia, non è sufficiente per poter usufruire delle agevolazioni daziarie al momento dell’esportazione.

Tale dichiarazione identifica, solamente, il Paese in cui la merce è stata prodotta, ha subito l’ultimo processo di lavorazione o trasformazione.

Origine preferenziale

Questa dichiarazione è sottoposta a norme più rigide in quanto consente di ottenere dazi favorevoli, per questo sono stati fissati dei criteri relativi a ciascuna categoria di prodotti:

  • cambiamento di voce doganale,
  • percentuale massima di semilavorati,
  • componenti e/o materie prime non originarie,
  • processo produttivo specifico, o una combinazione di questi criteri,

Questi elementi consentono di stabilire se le fasi di lavorazione effettuate su un determinato prodotto sono sufficienti a confermare l’origine preferenziale in quel determinato Paese.

All’interno dell’UE non ci sono distinzioni tra origine nei diversi stati membri; quindi, non ha alcuna importanza se i processi di lavorazione e trasformazione sono avvenuti in Paese piuttosto che un altro, l’importante è che siano all’interno dei confini dell’UE.

Certificato origine merce

Per attestare l’origine preferenziale viene rilasciato un certificato EUR1, questo deve essere compilato dall’esportatore o da un dichiarante doganale e timbrato dall’agenzia doganale.

Per avere maggiori informazioni sulla dichiarazione origine merce visita il nostro sito o contattaci!

carta doganale del viaggiatore

La carta doganale del viaggiatore

Carta cliente: cos’è e quali sono i diritti del viaggiatore

In Europa è stata introdotta una normativa, la carta doganale del viaggiatore, per chi viaggia con aerei, treni, autobus e navi, al fine di riconoscere i diritti dei viaggiatori nel caso in cui ci siano degli inconvenienti nel viaggio.

La carta del viaggiatore prevede il riconoscimento di garanzie in caso di vari inconvenienti:

  • Ritardo del trasporto;
  • Cancellazione;
  • Perdita del bagaglio;
  • Incidenti o infortuni.

Questi diritti sono riconosciuti attraverso regolamenti europei, una fonte legislativa applicata in ogni Stato membro dell’UE e sono quindi identici in tutti i paesi.

Storia della carta del viaggiatore

Questo regolamento nasce nel 2001 sulla base della normativa vigente, successivamente, è stata aggiornata con l’applicazione delle nuove normative messe in atto dai vari stati membri della UE e dalla UE stessa.

Con il nuovo Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004

Entra in vigore la quinta edizione della Carta con cui si abroga il regolamento precedente della CEE n 295/91 e si prevedono nuove regole per i ritardi e la cancellazione dei voli. Questa nuova normativa incrementa la somma relativa alla compensazione in denaro dovuta dai vettori di volo ai passeggeri in caso di soppressione di voli, cancellazione, ritardi prolungati. Tali multe sono, inoltre, estese anche ai voli low cost.

Nella carta del viaggiatore sono, anche, riportate tutte le informazioni riguardanti:

  • La valuta;
  • Il trasporto di animali;
  • Il trasporto di opere d’arte e beni culturali;
  • Le medicine;
  • Il controllo bagagli negli aeroporti;
  • Le merci contraffatte.

Nel 2009 arriva la sesta stesura della Carta che introduce importanti novità, soprattutto nella tutela dei passeggeri, infortunati, anziani e diversamente abili, definiti PMR: passeggeri a mobilità ridotta. Con questa nuova stesura vengono integrate anche delle restrizioni in materia di trasporto dei liquidi.

Una Carta importante

Questo regolamento è una fonte normativa importante sia per i passeggeri che per i tribunali a cui ci si rivolge per dirimere delle controversie in materia di viaggi.

Nella suddetta carta sono normati non solo i trasporti aerei ma anche tutti gli altri tipi:

  • trasporto ferroviario;
  • trasporto con autobus;
  • trasporto in nave.

Oltre a questo, però, nella carta del viaggiatore sono previste le principali normative vigenti nel campo dei controlli dei viaggiatori in provenienza e in partenza sia per i paesi europei che extra UE. Nella carta sono riportati tutte le disposizioni importanti riguardo alle procedure di sdoganamento dei beni e delle merci.

Se vuoi avere maggiori informazioni riguardo ai permessi da chiedere alla dogana italiana per il trasporti di particolari merci, visita il nostro sito!

Sicurezza dei prodotti e marcatura CE

Sicurezza dei prodotti e marcatura CE

Che cos’è la marcatura CE?

Il marchio Conformitè Europëenne (CE) è definito come il marchio di conformità obbligatorio dell’Unione Europea (UE) per la regolamentazione della sicurezza dei prodotti e dei beni venduti all’interno dello Spazio economico europeo (SEE) dal 1985.

Il marchio CE rappresenta una dichiarazione del produttore che i prodotti sono conformi al nuovo approccio dell’UE Direttive. Queste direttive non si applicano solo ai prodotti all’interno dell’UE, ma anche ai prodotti fabbricati o progettati per essere venduti nel SEE. Questo rende la marcatura CE riconoscibile in tutto il mondo anche a chi non ha familiarità con il SEE.

Come funziona il marchio CE?

Un marchio CE è un simbolo che deve essere apposto su molti prodotti prima che possano essere venduti sul mercato europeo. Il marchio indica che un prodotto:

  • Soddisfa i requisiti delle direttive europee sui prodotti pertinenti;
  • Soddisfa tutti i requisiti delle pertinenti norme europee armonizzate sulle prestazioni e sulla sicurezza;
  • È adatto al suo scopo e non metterà in pericolo vite o proprietà;

La presenza del marchio CE indica inoltre che è disponibile un’adeguata documentazione tecnica a supporto dell’uso del marchio, che può essere fornita dal produttore, dall’importatore o dalla persona responsabile dell’immissione del prodotto sul mercato dell’UE su richiesta.

Conforme ai requisiti del marchio CE dell’UE e conforme alle direttive

L’apposizione di un marchio CE su un prodotto è considerato un mezzo per certificare all’interno degli stati membri dell’UE che il prodotto soddisfa tutti i requisiti UE appropriati. Tali requisiti sono stabiliti dal QUADRO NORMATIVO COMUNITARIO DAL REG.(CE) 339/93 AL REG.(CE) 765/2008.

Esiste un requisito comunitario che vieta la circolazione nei territori degli stati membri di prodotti non conformi a quanto previsto dalle direttive; dovrebbero essere intraprese azioni appropriate per rimuovere questi prodotti dalla vendita e dall’uso all’interno dello stato specifico.

L’importatore e/o il fabbricante devono adottare misure per conformarsi alle disposizioni di sicurezza, produrre i registri appropriati e decidere le procedure necessarie per mantenere la produzione conforme alle direttive. Il Marchio CE deve essere apposto per dimostrare la conformità a quanto previsto dalle direttive.

Visita il nostro sito o contattaci per maggiori informazioni!

Convenzione di Washington

Che cos’è la Convenzione di Washington o C.I.T.E.S.?

La Convenzione di Washington (o C.I.T.E.S.) è una delle misure volte a tutelare le specie animali e vegetali a rischio di estinzione, attraverso la regolamentazione del loro commercio e, in particolare, della loro esportazione e detenzione.

Nota anche come Convenzione CITES (Convention on International Trade of Endangered Species), regolamenta sin dal 1975, anno in cui è stata siglata, il commercio internazionale delle specie protette in 130 paesi del mondo. Lo scopo di questo accordo è far sì che lo sfruttamento commerciale a livello internazionale di specie animali e vegetali rispetti criteri di sostenibilità per la specie e per l’habitat da cui proviene. 

La Convenzione di Washington e l’Europa 

La C.I.T.E.S. in Europa è stata recepita nel Regolamento CE 338/97, al quale hanno poi fatto seguito integrazioni e modifiche che hanno portato a una capillare catalogazione delle specie protette, come il regolamento CE 865/2006 e il regolamento UE 792/2021 (relativo alla corretta formulazione di certificati e documentazione prevista dal regolamento in vigore). 

Molto importante il regolamento di esecuzione CE 1587/2019, in cui vengono elencati nel dettaglio gli esemplari di animali e vegetali per i quali viene interdetta l’introduzione nei paesi dell’Unione Europea.

La Convenzione CITES in Italia: uffici e autorità competenti

In Italia la normativa, se possibile, è stata recepita con particolare rigore (L. 7 febbraio 1992, n. 150) e le restrizioni comportano il divieto di introdurre e possedere animali pericolosi o ancora l’obbligo previsto per le attività commerciali coinvolte di tenere un registro di esemplari vivi o morti o parti di questi delle specie elencate nel Reg. 338/97, allegati A e B.

Le autorità demandate alla gestione amministrativa della convenzione Washington nel nostro paese sono diverse: 

  • il Ministero della Transizione ecologica, nel ruolo di autorità di gestione; 
  • il Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, che si occupa concretamente del rilascio del certificato CITES, avvalendosi a livello operativo del CUFA (Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri);
  • il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, al quale è demandato il rilascio delle licenze di importazione ed esportazione;
  • il Raggruppamento Carabinieri CITES e la Guardia di Finanza si occupano infine di effettuare controlli sul territorio (Carabinieri) e in dogana (Finanza)

Convenzione e certificato CITES: come muoversi?

La normativa, la documentazione necessaria, conoscere gli uffici doganali abilitati: sono tutte informazioni complesse che richiedono competenza e professionalità per poter essere gestite.

G.C.S. International, agenzia doganale di Bologna, garantisce ai propri clienti competenza, serietà e professionalità per la gestione di procedure CITES. Contattateci per richiedere i nostri servizi!  

contraffazione del marchio

La contraffazione del marchio e I diritti tutelati

La contraffazione è un fenomeno dilagante  che colpisce tutti i settori merceologici e si è diffusa a livello globale con un grave danno, sia per le aziende che per i consumatori.

La contraffazione dei marchi e dei segni distintivi viene punita dal Diritto Penale in quanto viola i diritti della proprietà industriale favorendo la concorrenza sleale  e lede la fede pubblica, in quanto infrange la fiducia dei consumatori nel prodotto industriale dello specifico marchio e li sottopone ,talvolta, a pericoli per la salute.

La contraffazione del marchio

L’art. 473 del Codice Penale stabilisce che “Chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000”.

In altre parole l’imitazione, l’alterazione e la riproduzione illecita di un marchio registrato viene punita con sanzioni pecuniarie e anche la reclusione.

Il diritto penale punisce altresì chi commercializza  il prodotto contraffatto come indicato nell’art 474 del Codice Penale: “Chiunque introduce nel territorio dello Stato, al fine di trarne profitto, prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 3.500 a euro 35.000”.

Inoltre,  chi acquista per la rivendita, consapevolmente, prodotti contraffatti per trarne un profitto, può essere accusato sia del reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi che  del reato di ricettazione.

Presupposti del reato di contraffazione e azioni di difesa 

La tutela penale della contraffazione e la configurabilità del reato è riconosciuta soltanto se il marchio è stato registrato presso l’ufficio nazionale competente, o comunque nel rispetto dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale e industriale (come stabilisce l’ultimo comma dell’articolo 473 c.p.).

Le possibili azioni di difesa per questo illecito fanno riferimento ad una complessa e articolata disciplina normativa  che attinge a:

  • Codici e leggi nazionali: Codice della Proprietà Industriale  e disposizioni del Codice Civile e Penale;
  • Provvedimenti e interventi legislativi europei: Regolamento (UE) 608/2013, Direttiva 2004/48 CE, Regolamento (UE) 2015/2424, Regolamento (UE) 2015/2424;
  • Trattati e regolamentazioni internazionali.

Per maggiori informazioni su questo argomento, contattaci.

p.a.c.

P.A.C. e prodotti alimentari

P.A.C. è l’acronimo di Politica Agricola Comune e designa il complesso delle norme e delle indicazioni emanate dall’Unione Europea a tutela del settore agricolo.

Lo scopo della P.A.C. è quello di garantire uno sviluppo equo del comparto agricolo in tutti i Paesi dell’UE. Da qui scaturiscono norme relative ai prezzi, alla sicurezza alimentare e indicazioni utili allo sviluppo della produttività.

In altre parole, lo scopo è quello di promuovere il settore agricolo tutelando i produttori e proteggendo i consumatori. Norme e misure servono, in alcuni casi, anche a rendere competitivi i prodotti europei sul mercato globale, rendendone possibile l’esportazione e la competitività a livello mondiale. 

Che importanza ha, questo, per chi si occupa di import-export? Vediamolo meglio.

Origine prodotti alimentari e sicurezza alimentare

Nel quadro di una tutela del consumatore, la normativa vigente prevede che, in caso di prodotti alimentari, venga indicata in etichetta l’origine o provenienza geografica del suo ingrediente primario.

Con “ingrediente primario” si intende l’ingrediente che rappresenta più del 50% di un alimento oppure più ingredienti che sono associati alla denominazione dell’alimento da parte del consumatore e per i quali è richiesta un’indicazione quantitativa.

L’etichettatura degli alimenti è disciplinata, a livello europeo, dal Regolamento Europeo 1169/2011. Nel caso in cui il luogo di provenienza di un alimento non sia lo stesso del suo ingrediente primario, si deve indicare anche l’origine geografica di quest’ultimo. In caso contrario, si profilerebbe un reato e l’ufficio doganale sarebbe autorizzato ad aprire un contenzioso doganale.

Origine prodotti alimentari: novità 2020

Dall’aprile 2020, l’entrata in vigore del regolamento esecutivo 775/2018 ha revocato l’obbligo di indicazione di origine della materia prima in etichetta in alcune circostanze. 

In particolar modo, l’indicazione di provenienza della materia prima può essere omessa quando non vi sia il rischio di fraintenderne l’origine. Se, infatti, l’origine geografica dell’ingrediente primario corrisponde a quella del prodotto, questa può non essere indicata in modo specifico. Lo stesso vale quando l’apposizione di simboli (es. bandiere nazionali), parole o elementi grafici rendono esplicita la provenienza del prodotto.

Ovviamente, non vi è l’obbligo per tale indicazione nel caso di prodotti DOP, IGP e STG. 

Dogana ed etichette alimentari

Ciascuno stato europeo ha recepito e, in alcuni casi, perfezionato i decreti sull’origine dei prodotti alimentari. 

Per conoscere nel dettaglio i regolamenti e la corretta dicitura da apporre in etichetta per l’import/export di merce alimentare, è sempre meglio affidarsi alla consulenza di un’agenzia doganale esperta e competente come G.S.C. International

Contattaci per una consulenza e per conoscere i nostri servizi. 

Contenzioso doganale

Contenzioso doganale

Pagamento dei dazi doganali, documentazione e modelli Intrastat: sono molti i passaggi e la documentazione da gestire e da produrre in caso di importazione o esportazione merci. Durante un controllo in dogana può succedere, a volte, che un’irregolarità faccia scattare la procedura di contenzioso doganale e che ci si trovi, così, con i pacchi fermi in dogana.

Contenzioso doganale: quando si profila?

Quando i controlli in dogana portano a constatare una violazione delle norme relative alle procedure di importazione ed esportazione merci, indipendentemente dal fatto che tali violazioni riguardino l’evasione tributaria, si apre un contenzioso doganale.

Dunque, il contenzioso si applica non solo in caso di mancato o ridotto pagamento dei dazi doganali, ma quando si verifica qualsiasi violazione relativa alle merci: dalla distribuzione di merce contraffatta alla mancata etichettatura. 

Volendo riassumere, le casistiche ruotano attorno a:

  • contestazioni di natura tributaria
  • contestazioni sulle norme a tutela del consumatore

In base alla natura del contenzioso, entrano in gioco ora il Giudice amministrativo ora il Giudice civile ordinario, per contestare reati, appunto, tributari o penali.

Accertamento doganale e verbale

Il contenzioso è, di norma, conseguenza di un accertamento doganale che rileva l’esistenza di un’infrazione alle regole di scambio merci (importazione ed esportazione).

Se si accertano violazioni, queste vengono trascritte in un apposito verbale che deve essere notificato al contribuente. Questi ha diritto, entro 60 giorni dalla notifica, a presentare le proprie osservazioni difensive. L’iter prevede quasi sempre la possibilità di rispondere agli atti, tuttavia in caso di accertato e inequivocabile mancato versamento del tributo la dogana può chiederne l’immediato pagamento.

Ecco quali sono i principali contenziosi.

Contenzioso sostanziale tributario

Quando si profila il contenzioso sostanziale tributario? Esso ha origine laddove l’indicazione di qualità, quantità, origine o valore della merce non corrisponda ai valori effettivamente riscontrati in fase di accertamento. In questo caso l’Ufficio doganale che ha accertato la difformità procede a redigere un verbale e ad aprire una procedura normalmente sanzionatoria.

Contenzioso sanzionatorio tributario

Rientrano nella casistica, sostanzialmente, i reati di contrabbando. 

Violazioni di norme a tutela del consumatore

Può anche succedere che una partita di merce rispetti gli aspetti tributari ma che presenti irregolarità di altro tipo. Ad esempio, nell’indicazione della provenienza della merce, che deve sempre essere quella di produzione o di ultima e sostanziale trasformazione del prodotto. 

La gravità della misura dipende da quella del reato: in caso di dati falsi l’operatore può subire un procedimento penale, con conseguenze che possono essere più onerose rispetto alla sola misura sanzionatoria.

Contenzioso doganale: il supporto G.C.S. International 

In caso di contenzioso doganale, avere alle spalle un’agenzia doganale esperta consente di gestire tutte le fasi del contenzioso nel modo migliore e, in futuro, di evitare altri provvedimenti.  

Affida le tue spedizioni internazionali a chi conosce le regole doganali. Contatta lo staff di G.C.S. International. 

Consulenza doganale a Bologna

Consulenza doganale – Import-export

Ogni azienda che si affacci oltre confine ha bisogno di una consulenza doganale qualificata e professionale per gestire in modo sereno l’attività di import-export. 

Consulenza doganale: di cosa si tratta

Per importare o esportare merci da o verso Paesi Ue ed extra UE è necessario, infatti, adempiere obblighi di vario tipo, dalla presentazione dei documenti doganali al pagamento dei dazi. Non solo, ciascun tipo di merce è sottoposto a specifiche regole che possono cambiare in base al paese di destinazione: una spedizione verso paesi extra UE potrebbe comportare la produzione di una documentazione specifica. 

Districarsi nel ginepraio delle dogane e trovare le porte aperte ovunque si voglia espandere il proprio business è fondamentale per evitare dispendio di tempo e denaro. A questo scopo esistono agenzie doganali, come la G.C.S. International, i cui professionisti possono consigliarti su come gestire spedizioni di ogni tipo e dimensione, curando direttamente per tuo conto ogni aspetto legato al transito delle merci in dogana.

Una consulenza doganale professionale aiuta a individuare la soluzione fiscale, legale e amministrativa più adatta a ciascuna tipologia di movimentazione merce. A questo scopo entrano in gioco diverse figure professionali: un buon centro di assistenza doganale riunisce tutte le professionalità che occorrono per avere una consulenza doganale import-export competitiva

Servizi doganali: quali sono?

Oltre a una consulenza globale sulla gestione delle spedizioni, tra i servizi specifici per i quali può servire assistenza ricordiamo alcune pratiche fondamentali per il passaggio di una merce in dogana:

  • la richiesta di ITV (Informazioni Tariffarie Vincolanti), fondamentali per l’assegnazione del codice di Nomenclatura Combinata (NC o Taric) che stabilisce la classificazione doganale di una merce
  • il rilascio del certificato di origine della merce, che dichiara il luogo di produzione o di ultima e definitiva trasformazione prima dell’immissione sul mercato
  • il rilascio del certificato CITES nel caso di importazione o esportazione di animali o piante 
  • il rilascio delle autorizzazioni in dogana
  • richieste procedurali relative a: domiciliazione doganale, certificazione AEO ecc.
  • la gestione di contenziosi tributari che possono sorgere in dogana

Questi sono solo alcuni dei servizi che un operatore doganale AEO come G.C.S. International può svolgere in modo rapido, puntuale e qualificato.

Per le tue attività di import-export affidati alla nostra pluriennale esperienza nella gestione di pratiche doganaliContattaci per conoscere i nostri servizi. 

Trasporti groupage internazionali

trasporti groupage internazionali rappresentano una soluzione vantaggiosa per tutti quei mittenti che devono spedire all’estero quantitativi di merce contenuti. Grazie a una spedizione “condivisa” con altri mittenti è, infatti, possibile abbattere i costi. Ma di cosa si tratta esattamente?

Trasporti groupage internazionali: di cosa si tratta e come funziona

Nel bilancio di ogni produttore la spedizione della merce rappresenta una voce di spesa che va ottimizzata. Come far sì che si possano spedire a prezzi vantaggiosi anche quantitativi limitati in paesi lontani? Trasporto aereo, ferroviario, marittimo, infatti, hanno costi ingenti. 

La soluzione è il groupage internazionale, un’operazione grazie alla quale si mettono insieme merci di produttori diversi, ma provenienti dallo stesso paese, al fine di effettuare un’unica spedizione verso un paese estero, con un notevole risparmio economico sulle tariffe di trasporto.

Spedizioni groupage internazionali: ricevimento e consolidamento merci

Come funziona esattamente questo tipo di trasporto? Logistica, esperienza e organizzazione sono i requisiti fondamentali che lo spedizioniere deve mettere in campo per gestire una macchina piuttosto complessa. 

Ricevimento merci

Il primo passo è il ricevimento merci. Dovendo mettere assieme le merci di più esportatori e merci di diverso genere, una delle premesse fondamentali è la presenza di documenti commerciali di accompagnamento precisi e dettagliati: grazie a questo sarà più semplice e immediato estrapolare i criteri per un trasporto groupage ottimizzato.

Una volta registrata la merce si procede allo stoccaggio o raggruppamento delle partite di merci presso i magazzini dell’operatore di trasporti groupage. Dunque, la merce viene ricevuta e stoccata in attesa della spedizione. 

Consolidamento merci

Il consolidamento merci è il passaggio grazie al quale si crea un’unica unità di carico, mettendo insieme le diverse partite di merci. L’unità può contemplare lo spazio di carico del mezzo di trasporto oppure un container, un pallet ecc.

L’unione di più merci in un unico carico consente di pagare soltanto lo spazio effettivamente occupato per il trasporto e di spedire a prezzi vantaggiosi. Questa operazione, ovviamente, dovrà rispondere ad alcuni criteri, onde evitare che merci pesanti danneggino merci leggere o che merci incompatibili tra loro viaggino in una stessa unità (es. prodotti alimentari e prodotti chimici).

Chi gestisce di trasporti groupage deve saper mettere insieme e organizzare un trasporto non solo tenendo in considerazione le caratteristiche della merce ma anche la loro destinazione, per ottimizzare al massimo i costi di trasporto e fornire un servizio competitivo al cliente.

La programmazione e la logistica sono essenziali, dunque, per stabilire i carichi di spedizione, il tempo di permanenza delle merci in magazzino, la ripartizione delle merci nelle unità di carico in base a tipologia, volume, peso ecc.  

Seguono poi la preparazione degli ordini e la spedizione vera e propria, dove lo spedizioniere si occupa di gestire anche la parte “burocratica”: visti doganali, licenze di importazione ecc.

Groupage: vantaggi

Solo esperienza e competenza consentono di effettuare spedizioni groupage internazionali sicure e competitive.

I vantaggi di un trasporto groupage internazionale sono essenzialmente:

  • risparmio sui costi di trasporto, grazie alla condivisione delle spese tra più soggetti
  • possibilità di spedire in modo ricorrente e ampliare la rete di distribuzione
  • minore impatto delle spedizioni sull’ambiente, grazie al contenimento delle emissioni nocive

G.C.S. International fornisce un supporto sicuro e professionale per le spedizioni groupage aereo, marittimo, ferroviario e stradale. Siamo in grado di offre soluzioni competitive e personalizzate: contattateciper un preventivo. 

Trasporto merci pericolose

Trasporto merci pericolose: normative & autorizzazioni

Per merci pericolose si intendono tutte le materie e gli oggetti di cui l’accordo ADR (“Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route”) vieta il trasporto o lo autorizza sulla base di specifiche condizioni. L’accordo europeo relativo ai trasporti (ADR), stilato ogni due anni, specifica e determina le condizioni di trasporto delle merci definite pericolose.

Trasporto merci pericolose

Quali sono le merci pericolose?

Per merci pericolose si intendono le materie che possono causare danni alle persone che lo usano direttamente, ma anche alle persone che non lo usano direttamente, all’ambiente, al veicolo che le trasporta.

Questi prodotti sono raggruppati in relazione alla loro pericolosità in 13 classi.

  • Materie ed oggetti esplosivi;
  • Gas;
  • Liquidi infiammabili;
  • Solidi infiammabili, materie autoreattive ed esplosivi solidi desensibilizzati;
  • Materie soggette ad accensione spontanea;
  • Materie che sviluppano gas infiammabili a contatto con l’acqua;
  • Materie comburenti;
  • Perossidi organici;
  • Materie tossiche;
  • Materie infettanti;
  • Materiali radioattivi;
  • Materie corrosive;
  • Prodotti diversi.

La normativa di riferimento stabilisce che, in presenza di queste categorie di merci, devono essere effettuate le opportune segnalazioni con etichette o placche adesive apposte sul veicolo, lo scopo è quello di rendere visibile ed immediatamente identificabile il tipo di pericolo.

La segnalazione di pericolo deve avvenire anche attraverso pannelli rettangolari di colore arancione che fanno percepire immediatamente il tipo di pericolo.

Trasporto merci pericolose normativa

La normativa per il trasporto di merci pericolose prevede un insieme di norme tecniche, valide a livello internazionale, che hanno lo scopo di prevenire i rischi inerenti alle azioni di carico, scarico e trasporto di merci, sostanze o oggetti definiti pericolosi.

Questo regolamento è condiviso dai paesi europei attraverso un “Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose”: ADR.

I veicoli per il trasporto merci pericolose su strada

Trasportare queste merci speciali, in colli, in cisterne o in container, richiede che il veicolo sia adibito a tale compito.

Nel caso di trasporto di sostanze pericolose in cisterna o di esplosivi imballati in colli, i veicoli devono essere muniti di un certificato di approvazione in cui si attesta che il veicolo è dotato di:

  • un impianto elettrico,
  • dispositivi di frenata adeguati,
  • limitatore di velocità;
  • dispositivi antincendio;

il veicolo deve, inoltre, essere conforma alle norme vigenti nel paese di origine.

Soggetti coinvolti nel trasporto di merci pericolose

Le categorie di attività che sono coinvolte nel trasporto di merci pericolose su strada che devono rispettare la normativa ADR sono diverse, ognuno con delle specifiche responsabilità ed obblighi, dagli speditori ai trasportatori, fino ad arrivare agli scaricatori.

Tutti gli operatori che entrano in contatto con le merci pericolose, dunque, devono seguire un corso specifico di formazione per avere chiare quali funzioni gli competono e le responsabilità specifiche legate alla suddetta mansione.

È importante, quindi, che le aziende si interfaccino con consulenti ADR che hanno il compito di facilitare l’opera di prevenzione dei rischi per le persone, per i beni o per l’ambiente e che conoscano la normativa di riferimento.

Per avere maggiori informazioni sul trasporto di merci pericolose e sulla normativa di riferimento, contattaci o visita il nostro sito.